Parrocchia San Paolo Ap. - San Paolo (BS)
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STORIA PARROCCHIA DI S. PAOLO APOSTOLO


Scarpizzolo, frazione di San Paolo è parrocchia indipendente. Anche se distante tre chilometri dal capoluogo, si può affermare che ne ha seguito le stesse vicissitudini. Anch’esso, come Pedergnaga, apparteneva alla Pieve d’Oriano, così di conseguenza ai Martinengo. Nel XIII sec. però, parte di queste terre ed il castello appartenevano anche ai nob. Maggi (che qualche storico, fa derivare come ramo smembrato dei Martinengo, ai quali si riuniranno in seguito grazie a nuovi matrimoni). Passati sotto l’insegna veneta, il castello sarà abbattuto nel 1634, come pena, nei confronti d’Alessandro Martinengo, incolpato di aver fatto uccidere il nob. Calzaveglia, per riscuotere al più presto un’eredità. In questa terra fiorente d’acqua e boschi, di cui i maggior nobili bresciani n’avevano una parte, fra peste, colera e pellagra, nonché la povertà dei braccianti sottomessi, varcando i secoli si arrivò nel XX, per unirsi alle altre borgate, e formare la storia già citata nei paragrafi precedenti. La prima chiesa, è dedicata al San Zeno di Verona, particolarmente venerato in zone paludose e di pescatori. Dal XVI sec. diventa autonoma sotto il patrocinio dei nob. Maggi, tanto da ritirare gl’oli santi da Cadignano e non direttamente dalla Pieve d’Oriano. Nel 1540 alla visita di Mons. A. Grisoni sappiamo che esistevano altre due chiese: S. Maria e S. Defendente. Dieci anni dopo (1550), S. Zeno è ricostruita grazie ai Maggi. Il Bollani durante la visita pastorale, si ravvede e consiglia d’apportare nuove modifiche, l’erezione di un altare per la confraternita del SS. Sacramento, oltre ad ordinare di recintare il cimitero lì accanto. La consacrazione giunge solo nel 1600, forse impartita da S. Carlo, che vedendo l’indigenza del luogo, chiede d’arricchirla di degni paramenti e suppellettili sacre, la demolizione dell’altare voluto dal vescovo, e dicono di isolare il cimitero con un muro di cinta. La peste (1630), spinse i parrocchiani a costituire un Monte di pietà, elargire delle donazioni che entrarono nelle casse della Confraternita del SS. Sacramento, e verso fine secolo le elemosine raggiunsero l’apice, sopratutto grazie (secondo voci) all’apparizione ad una contadinella, della Madonna della Rosa (1678). Nel ‘700 invece si lamentava la scarsa partecipazione degli uomini alla Dottrina Cristiana, mentre il catechismo dei bambini era compromesso, perché spiegato da degli analfabeti. Si demolì, perché pericolante ed indecorosa, la chiesa di S. Defendente, molte volte confusa con la cappella di Palazzo Caprioli, che era invece protetta da altri Santi. Il Vescovo Nava nel 1813, rivela che la Dottrina è seguita da un buon numero di cristiani, i bambini dal parroco sono bene istruiti, ma resta sempre il nodo cruciale degl’insegnanti, grazie ancora al dilagante analfabetismo. Gli scarpizzolesi erano devoti a S. Zenone (S. Zeno), S. Andrea (legati al monastero di Pedergnaga), S. Defendente e S. Firmo, consacrando ogni III^ domenica del mese, al SS. Sacramento, senza contare poi il Mese Mariano e le solennità della B.Vergine. Essi sì recavano per quest’ultima venerazione, presso il santuario della Madonna della Rosa, sulla strada provinciale Quinzanese, già esistente nel XVI sec., come la scritta trovata, sotto gli intonaci della mensa, durante la demolizione e ricostruzione attuale, avvenuta nel 1926, che portava la data 1515. Nel 1888 sciolto il vincolo del patronato, si diede il via a nuove iniziative, grazie anche a don G. Riva (1863-1905), come la costruzione dell’attuale parrocchia, sorta sui ruderi del castello, ad un km. dalla precedente, inaugurata nel 1894. Il ‘900 vede impegnato don Cavalleri (1906-1931), nel far fiorire nuove associazioni come: la Compagnia di S. Luigi (1915), il terz’ordine Francescano (1922), l’Unione del lavoro (1919) e la lega Bianca contadina (1921). Invece come strutture, dota la parrocchia di una nuova canonica (vicino alla Chiesa, 1925-28), e dell’asilo infantile (1926), ricostruito dopo un lascito della signora Lucia Piacentini, nel 1960. L’oratorio maschile, invece, fu sollecitudine di don Pesce, entrato in Scarpizzolo nel 1937, che da un cortile né impostò subito l’organizzazione, mentre quello femminile faceva capo all’asilo. Dal 1969, dopo la morte di don Pesce, fino ad ora l’evoluzione del Comune ha influenzato anche la frazione, che pur restando parrocchia indipendente, ora è aggregata a San Paolo Apostolo e ne segue i ritmi. In parrocchia risiede don Tomaso Brusinelli, che fu parroco dal 1979 al 2002. Parroco attuale è don Alfredo Savoldi di Bagnolo Mella.

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