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L'IDEOLOGIA GENERA STOLTEZZA
 
19 Novembre 2009 - Autore: S.E. Mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia
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L’Europa: toglie le croci e vuole le zucche (vuote) di Halloween!

Nei giorni scorsi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito, a seguito del ricorso di una cittadina italiana, che l’esposizione del crocifisso in classe costituisce “una violazione al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. La decisione ha suscitato molte polemiche e ha riacceso un dibattito mai sopito. Anche nel Bresciano sono state numerose le prese di posizione, tra tutte pubblichiamo qui quella del nostro vescovo, pubblicata dalla Voce del Popolo del 13 novembre.



L'ideologia genera stoltezza

Bisognerà naturalmente esaminare attentamente le motivazioni della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha chiesto di togliere i crocifissi dalle scuole; ma, a una prima valutazione, sembra proprio di essere di fronte a una sentenza ideologica e quindi stolta. I giudici sono partiti con un’idea precisa della laicità; un’idea cartesiana, chiara e distinta, ma che esce dalla testa dei giudizi, senza nessuna considerazione previa dei fatti, del mondo concreto nel quale la laicità può e deve essere vissuta. Hanno detto: laicità significa esclusione dalla vita pubblica della scelta religiosa; mentre, infatti, alla vita pubblica debbono partecipare ugualmente tutti i cittadini, la scelta religiosa è eminentemente personale e quindi ‘di parte’; portata nella vita pubblica, creerebbe inevitabilmente delle disuguaglianze, privilegiando qualcuno (chi condivide una certa visione religiosa) ed emarginando altri (chi a quella visione è ostile o estraneo). Avendo chiarissima questa idea, i giudici l’hanno applicata alla realtà; hanno trovato che in un certo numero di scuole è presente il crocifisso; hanno valutato che questa presenza configgeva con l’idea di laicità che a loro sembra perfetta (è chiara e distinta) e hanno pronunciato il giudizio: via i crocifissi dalle scuole perché le scuole possano essere luoghi dove tutti si trovano a proprio agio e non luoghi in cui qualcuno non si sente rispettato (nella fattispecie: la persona che ha presentato il ricorso).
In realtà il mondo su cui i giudici sentenziano non è una lavagna pulita; è un mondo che si è creato attraverso i secoli e che ha preso forma a partire dalle scelte di molte persone, dalle loro idee e dai loro comportamenti. È a partire da questo mondo che si deve costruire un concetto corretto di laicità. Immaginare di poter cancellare tutto quello che si è formato attraverso i sentieri tortuosi della storia e di poter istituire per decreto una società che risponda a un’idea perfetta di società (appunto: un’idea chiara e distinta) è illusione che si è pagata cara in passato e che impoverisce la vita culturale, la rende meno umana. In concreto: la società occidentale è stata formata (non solo ma soprattutto) dalla visione cristiana della realtà. Basta pensare all’arte, alla letteratura, all’assetto urbanistico e soprattutto al vissuto delle persone concrete. In particolare ha avuto un portato immenso la visione cristiana dell’uomo come creatura di Dio, fatto a sua immagine e somiglianza. Il riconoscimento del valore del singolo, la concezione della società come luogo di solidarietà, il rispetto per l’uomo povero e debole, nascono da queste radici. Potranno rimanere i ‘diritti dell’uomo’ se ciò che in passato ha fondato la dignità dell’uomo viene reciso? Qualcuno potrà anche rispondere di sì; ma in ogni modo questa è la domanda che ci si deve porre e alla quale si deve cercare di rispondere. E anche qui bisognerà rispondere in modo concreto, non ideologico. Si tratterà di vedere quali comportamenti produce la scelta cristiana; se sono comportamenti umanamente arricchenti o mortificanti, se contribuiscono al bene della società o se producono danni. Si tratterà di verificare l’effetto che il rifiuto della trascendenza produce nell’esistenza dell’uomo: lo rende più libero? O lo rende più inquieto, più insoddisfatto, più facilmente preda di seduzioni stupide, di promesse illusorie?
Certo, il mondo cambia. Potrà avvenire che il riferimento a Gesù Cristo, così importante in passato, diventi meno significativo e meno diffuso; e allora inevitabilmente cambierà la fisionomia delle nostre città e delle nostre scuole. Ma appunto: è a questo che si dovrà fare attenzione, non al concetto astratto di laicità. Mi sembra di essere un sostenitore dell’approccio empirico al problema e ho a che fare con un approccio ideologico. È interessante notare che giudici i quali si presentano come difensori della laicità, pensino e decidano in modo ideologico e dogmatico. E che noi, da sempre considerati con disprezzo ‘dogmatici’ abbiamo imparato un approccio più sfumato, più attento alla realtà delle cose, più concreto.

+ Luciano Monari, vescovo di Brescia

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